Ashwagandha: effetti collaterali e controindicazioni
Effetti collaterali dell’ashwagandha, dai disturbi di stomaco ai rari danni al fegato, interazioni con i farmaci, chi non deve prenderla e le valutazioni in corso.

Gli effetti collaterali più segnalati con l’ashwagandha sono lievi: disturbi di stomaco, nausea, diarrea, sonnolenza e mal di testa. Raramente è stata associata a danni al fegato e ad alterazioni degli ormoni tiroidei. Va evitata in gravidanza e allattamento e da chi ha malattie del fegato, e può interagire con sedativi, farmaci per tiroide, diabete, pressione e immunosoppressori.
Quali sono gli effetti collaterali più comuni dell’ashwagandha?
Negli studi clinici, che di solito sono durati da otto a dodici settimane, gli effetti indesiderati riportati sono stati per lo più lievi e non molto più frequenti che con il placebo. I più comuni:
- disturbi di stomaco, nausea, feci molli o diarrea;
- sonnolenza o sensazione di rallentamento;
- mal di testa;
- più di rado vomito e dolore addominale.
Gli studi però sono piccoli e brevi, e possono non cogliere problemi rari o che compaiono lentamente. Quasi tutto ciò che si sa sugli effetti gravi viene da segnalazioni di singoli casi e dalle valutazioni delle autorità per la sicurezza alimentare.
L’ashwagandha fa male al fegato?
L’organo che preoccupa di più è il fegato. Sono stati pubblicati diversi casi di danno epatico in persone che assumevano integratori di ashwagandha, raccolti anche nella banca dati LiverTox dei National Institutes of Health statunitensi. Sono rari: in una serie di cinque casi l’ittero è comparso da 2 a 12 settimane dopo l’inizio e i valori del fegato si sono normalizzati nell’arco di 1–5 mesi dalla sospensione. Anche l’Istituto Superiore di Sanità richiama l’attenzione su diversi casi di tossicità epatica, pur senza la certezza che la causa fosse proprio l’ashwagandha.
Chi ha già una malattia del fegato o beve molto alcol non dovrebbe assumerla.
L’ashwagandha interferisce con la tiroide?
Può modificare i livelli degli ormoni tiroidei. In un piccolo studio su 50 persone con ipotiroidismo subclinico gli ormoni tiroidei sono aumentati nell’arco di otto settimane, e sono descritti casi di tireotossicosi (eccesso di ormoni tiroidei) in persone che prendevano ashwagandha. L’istituto olandese per la salute (RIVM) cita gli effetti sugli ormoni tiroidei tra i motivi delle sue raccomandazioni di prudenza.
Se hai l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo, o prendi levotiroxina o altri farmaci per la tiroide, non iniziare l’ashwagandha senza averne parlato con il medico: una variazione degli ormoni può influire sulla terapia.
Chi non deve prendere l’ashwagandha?
Evita l’ashwagandha, o chiedi prima al medico o al farmacista, se:
- sei in gravidanza, stai cercando una gravidanza o allatti: i dati di sicurezza non bastano e le autorità lo sconsigliano;
- hai meno di 18 anni: non è stata studiata adeguatamente nei bambini e negli adolescenti;
- hai una malattia del fegato o hai avuto problemi al fegato in passato;
- hai una malattia della tiroide o prendi farmaci per la tiroide;
- hai una malattia autoimmune, come artrite reumatoide, lupus, sclerosi multipla o diabete di tipo 1, perché l’ashwagandha potrebbe stimolare il sistema immunitario;
- hai ricevuto un trapianto o prendi farmaci immunosoppressori;
- hai una condizione sensibile agli ormoni, come il tumore della prostata, perché alcuni studi hanno rilevato variazioni degli ormoni sessuali;
- devi sottoporti a un intervento chirurgico.
Si può prendere l’ashwagandha in gravidanza?
No. Non ci sono prove sufficienti che sia sicura in gravidanza e, come ricordano le valutazioni raccolte dall’istituto olandese RIVM, nella medicina tradizionale è stata usata anche per provocare l’aborto. Un’esperta dell’Istituto Superiore di Sanità, in un articolo per la Società Italiana di Farmacologia, ne sconsiglia l’uso in gravidanza e allattamento, e il RIVM raccomanda per precauzione di non usarla soprattutto in gravidanza. Se l’hai presa prima di sapere di essere incinta, sospendila e parlane con il ginecologo o l’ostetrica.
Con quali farmaci non va presa l’ashwagandha?
L’ashwagandha può interagire con diversi tipi di farmaci. Chiedi al farmacista o al medico prima di prenderla se usi uno di questi:
| Tipo di farmaco | Perché conta |
|---|---|
| Sedativi, ansiolitici e sonniferi (per esempio benzodiazepine) | La sonnolenza può aumentare |
| Farmaci per la tiroide (per esempio levotiroxina) | L’ashwagandha può modificare gli ormoni tiroidei |
| Farmaci per il diabete | Potrebbe abbassare la glicemia e sommarsi all’effetto del farmaco |
| Farmaci per la pressione | Potrebbe abbassare ulteriormente la pressione |
| Immunosoppressori (per esempio dopo un trapianto) | Potrebbe stimolare il sistema immunitario e contrastare il farmaco |
Anche l’alcol può aumentare la sonnolenza e il carico sul fegato. Se usi altri prodotti a base di piante, dillo al farmacista.
L’ashwagandha alza o abbassa la pressione?
Non ci sono prove che alzi la pressione. Alcuni dati suggeriscono invece che possa abbassarla leggermente, sommandosi all’effetto dei farmaci antipertensivi. Se li prendi, o se hai la pressione bassa, chiedi al medico prima di iniziare.
L’ashwagandha è sicura per chi ha il diabete?
Chi ha il diabete dovrebbe parlarne prima con il medico. In alcuni studi l’ashwagandha è stata associata a valori di glicemia più bassi: insieme a insulina o ad altri farmaci ipoglicemizzanti potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia. Il diabete di tipo 1 è inoltre una malattia autoimmune, un’altra ragione di prudenza.
Bisogna sospendere l’ashwagandha prima di un intervento?
Parlane prima con il medico. L’ashwagandha non è raccomandata a chi deve sottoporsi a un intervento, perché può sommarsi all’effetto dei sedativi e influire su glicemia e pressione. Quando sospenderla lo indicano il chirurgo o l’anestesista: comunica sempre all’équipe chirurgica tutti gli integratori che prendi.
Si può prendere l’ashwagandha tutti i giorni a lungo?
Non è dimostrato che l’uso quotidiano prolungato sia dannoso, ma non è stato studiato bene. Quasi tutti gli studi sono durati al massimo 12 settimane e pochissimi hanno seguito i partecipanti per sei mesi o più: sulla sicurezza a lungo termine ci sono poche prove, in un senso o nell’altro.
Se la prendi, rispetta la dose riportata in etichetta, chiediti dopo qualche mese se vuoi continuare e smetti se noti uno dei segnali d’allarme descritti sopra.
Perché alcune persone si sentono strane con l’ashwagandha?
C’è chi riferisce sonnolenza, sensazione di “appiattimento” emotivo, testa annebbiata, sogni vividi o mal di stomaco. Sono per lo più racconti personali poco studiati, ma se non ti senti bene o semplicemente non ti senti te stesso, sospendila. Se il disturbo non passa, o compare uno dei segnali di sofferenza del fegato, rivolgiti al medico.
In Italia le sospette reazioni avverse a integratori a base di piante si possono segnalare al sistema di fitosorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, anche online tramite VigiErbe.
L’ashwagandha è sicura e dove è vietata?
Negli studi brevi è stata ben tollerata dalla maggior parte degli adulti sani, ma in Europa le autorità non hanno ancora stabilito un livello di assunzione sicuro:
- Italia: radice ed estratti si usano negli integratori alimentari, che vanno notificati al Ministero della Salute. Un’esperta dell’Istituto Superiore di Sanità ne sconsiglia l’uso a bambini e donne in gravidanza o allattamento e invita alla prudenza in caso di malattie del fegato e con farmaci per diabete, tiroide o immunosoppressori.
- Danimarca: l’ha vietata negli alimenti, integratori compresi, dopo una valutazione del rischio che ha segnalato possibili effetti su ormoni sessuali e riproduzione.
- Paesi Bassi: il RIVM consiglia per precauzione di non usare preparati a base di ashwagandha, soprattutto in gravidanza.
- Unione europea: non esistono ancora regole comuni né un livello di assunzione sicuro stabilito.
Che cos’è l’ashwagandha e che cosa è stato studiato lo spieghiamo in Ashwagandha: cos’è, a cosa serve e cosa dicono gli studi.
Domande frequenti
L’ashwagandha può causare danni al fegato?
Raramente sì. Sono descritti casi di danno epatico in persone che prendevano integratori di ashwagandha, di solito entro qualche settimana o mese. Sospendila e contatta il medico se compaiono pelle o occhi gialli, urine scure, feci chiare o prurito.
Si può prendere l’ashwagandha con gli antidepressivi?
Chiedi prima al medico o al farmacista. L’ashwagandha può aumentare la sonnolenza e non è stata studiata bene insieme agli antidepressivi. Non sospendere né modificare una terapia senza il parere del medico.
L’ashwagandha fa ingrassare?
Non ci sono prove che faccia aumentare di peso, né che lo faccia perdere. Gli studi sul peso sono pochissimi e piccoli.
Quanto durano gli effetti collaterali dopo averla sospesa?
Disturbi lievi come mal di stomaco o sonnolenza di solito passano in pochi giorni. Nei casi di danno al fegato descritti la guarigione ha richiesto da settimane a mesi. Se i disturbi persistono, rivolgiti al medico.
Fonti
- SIF Magazine – Ashwagandha: il segreto del benessere o un rimedio da usare con cautela? (S. Di Giacomo, ISS, 2024)
- ISSalute – Integratori alimentari: cosa sono e quando usarli (fitosorveglianza e VigiErbe)
- Manuale MSD, versione per i pazienti – Ashwagandha
- LiverTox – Ashwagandha (National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases)
- RIVM – Risk assessment of herbal preparations containing Withania somnifera (2024)
- Fødevarestyrelsen – Ashwagandha i kosttilskud og drikkevarer
- Sharma e coll. – Ashwagandha root extract in subclinical hypothyroid patients, J Altern Complement Med (2018)
- NCCIH – Ashwagandha
- Björnsson e coll. – Ashwagandha-induced liver injury, Liver International (2020)
- ISSalute – Ittero
- ISSalute – Ipotiroidismo
- ISSalute – Ipertiroidismo



