Alimentazione e prostata: cosa mangiare e cosa evitare

Cosa dice davvero la ricerca su cibo e prostata: dieta mediterranea, pomodoro e licopene, semi di zucca, carne rossa, caffè e alcol per i disturbi urinari.

Pomodori di vari colori, una ciotola di semi di zucca, noci, cavolo nero, spinaci e una caraffa d’acqua su un vecchio tavolo di legno
In breve

Nessun alimento né integratore ha dimostrato di ridurre il volume della prostata o di prevenirne il tumore. Ciò che aiuta è uno stile alimentare di tipo mediterraneo, ricco di verdura, frutta, legumi e cereali integrali, con poca carne rossa e lavorata, insieme a un peso nella norma. In caso di disturbi urinari conviene limitare alcol e caffè e bere soprattutto di giorno.

L’alimentazione può curare la prostata?

No. Nessun cibo, dieta o integratore ha dimostrato di far tornare piccola una prostata ingrossata, di curare una prostatite o di prevenire il tumore della prostata. L’ipertrofia prostatica benigna si cura con le terapie decise dal medico; l’alimentazione ha un ruolo di supporto, come ricorda anche la Fondazione Veronesi.

Ciò che mangi e bevi può però influire su due cose: la salute generale, dal peso al cuore, e l’intensità dei disturbi urinari. L’Istituto Superiore di Sanità lo riassume così: quello che fa bene al cuore fa bene anche alla prostata. Tra i fattori di rischio per il tumore indica obesità e un’alimentazione ricca di grassi animali e latticini e povera di frutta e verdura.

Qual è la dieta migliore per la prostata?

Quella che fa bene a tutto il corpo: un modello di tipo mediterraneo. In pratica:

  • verdura e frutta a ogni pasto, di colori diversi;
  • legumi (ceci, lenticchie, fagioli) più volte a settimana, anche al posto della carne;
  • cereali integrali come farro, orzo, riso e pane integrale;
  • pesce, compreso il pesce azzurro, un paio di volte a settimana;
  • olio extravergine d’oliva come condimento principale;
  • una manciata di frutta secca o semi al giorno.

Questo modo di mangiare aiuta a mantenere il peso nella norma, che è uno dei pochi fattori su cui si può agire davvero: il sovrappeso è associato a disturbi urinari più frequenti e, secondo diversi studi, a forme più aggressive di tumore della prostata. Le fibre di verdure, legumi e cereali integrali aiutano anche a evitare la stitichezza, che può peggiorare i disturbi urinari.

Che cos’è il licopene e dove si trova?

Il licopene è un carotenoide, il pigmento che dà il colore rosso al pomodoro. Ha proprietà antiossidanti in laboratorio e non è una vitamina: il corpo non ne ha bisogno per funzionare. La fonte principale nella dieta italiana sono il pomodoro e i suoi derivati: passata, pelati, concentrato, sugo. Ne contengono anche anguria, pompelmo rosa e albicocche.

Il licopene è liposolubile: si assorbe meglio dal pomodoro cotto e condito con un po’ d’olio, perché il calore libera il pigmento dalle cellule della pianta. Una passata o un sugo al pomodoro con olio extravergine ne forniscono quindi di più, in forma più assorbibile, rispetto al pomodoro crudo.

Il licopene fa bene alla prostata?

Non è dimostrato. Il licopene è stato studiato a lungo per la prostata, sia per l’ipertrofia benigna sia per il tumore, ma l’enciclopedia di Humanitas indica che per entrambe servono ulteriori prove. Gli studi osservazionali sul consumo di pomodoro non possono dimostrare un rapporto di causa ed effetto, perché chi mangia più pomodoro ha spesso anche altre abitudini sane. Le sperimentazioni con integratori sono piccole e con risultati contrastanti, e non esiste alcuna indicazione sulla salute autorizzata che colleghi licopene o pomodoro alla prostata.

Il pomodoro resta un ottimo alimento, da mangiare per il gusto e per il suo posto nella dieta mediterranea, non come una cura. Gli integratori di licopene ad alte dosi non hanno dimostrato benefici, e l’enciclopedia di Humanitas segnala anche studi che sollevano dubbi sul loro uso in caso di tumore della prostata: se hai una malattia della prostata, parlane con il medico prima di prenderli.

I semi di zucca fanno bene alla prostata?

I semi di zucca sono un buon alimento: contengono fibre, grassi insaturi, proteine vegetali, magnesio e zinco. Per la prostata in particolare, invece, le prove sono deboli. Gli estratti di semi di zucca sono stati studiati in uomini con prostata ingrossata, ma gli studi sono pochi, per lo più piccoli e con risultati contrastanti: non è stato dimostrato alcun effetto, e i semi non riducono il volume della ghiandola.

Lo stesso vale per altri semi e per la frutta secca: fanno parte di una dieta sana, ma non sono un trattamento. Una manciata al giorno va bene; se hai disturbi urinari, la cura la decide il medico.

Quali sono i cibi da evitare per la prostata?

Non esiste una lista di cibi proibiti, ma alcuni conviene limitarli, per la salute in generale o per i disturbi urinari:

  • carni rosse e carni lavorate (salumi, insaccati, würstel): mangiarne spesso è associato a un rischio più alto di diversi tumori; meglio sostituirle in parte con legumi, pesce e carni bianche;
  • grassi animali e formaggi grassi in quantità abbondante;
  • alcol, compresi birra e vino: aumenta la produzione di urina e irrita la vescica;
  • caffè, tè, cola ed energy drink, soprattutto il pomeriggio e la sera, se ti alzi di notte per urinare;
  • cibi molto piccanti, se ti accorgi che peggiorano bruciore o urgenza;
  • dolci, bevande zuccherate e fritti, che favoriscono l’aumento di peso.

Pizza, uova, latte o parmigiano non vanno eliminati: contano le quantità e l’insieme della dieta, non il singolo alimento.

Quanto bere se si hanno disturbi alla prostata?

Bere poco non è la soluzione: l’urina concentrata irrita la vescica e aumenta il rischio di infezioni e calcoli. Meglio bere a sufficienza durante il giorno, a piccoli sorsi, e ridurre i liquidi nelle 2-3 ore prima di andare a letto, così da limitare i risvegli notturni. Tenere un diario di quanto bevi e quanto urini aiuta a trovare l’equilibrio giusto. Altri consigli pratici sono in Urinare spesso.

Quale frutta fa bene alla prostata?

Nessun frutto in particolare protegge la prostata. Fa bene mangiare frutta varia ogni giorno, di stagione e di colori diversi: anguria e pompelmo rosa portano licopene, agrumi e kiwi vitamina C, frutti di bosco e melograno altre sostanze antiossidanti. Lo stesso vale per banane o mele: vanno benissimo dentro una dieta varia, ma non hanno effetti specifici sulla prostata.

Se assumi farmaci, ricorda che il pompelmo può interferire con alcuni di essi: chiedi al medico o al farmacista.

Domande frequenti

Cosa mangiare e bere per sfiammare la prostata?

Nessun alimento cura un’infiammazione della prostata: la prostatite va valutata dal medico e, se batterica, curata con antibiotici. Bere a sufficienza durante il giorno e limitare alcol, caffè e cibi piccanti può però aiutare a non irritare la vescica.

Quali sono i cibi ricchi di licopene?

Soprattutto il pomodoro e i suoi derivati, come passata, pelati e concentrato. Ne contengono anche anguria, pompelmo rosa e albicocche. Dal pomodoro cotto con un filo d’olio se ne assorbe di più.

Il licopene può essere dannoso per la prostata?

Dal cibo no: il pomodoro è un alimento sano. Sugli integratori ad alte dosi le prove sono scarse e alcuni studi sollevano dubbi in caso di tumore della prostata, quindi chi ha una malattia della prostata dovrebbe parlarne con il medico prima di prenderli.

Chi ha la prostata ingrossata può mangiare le uova?

Sì. Le uova fanno parte di un’alimentazione varia e non hanno effetti dimostrati sulla prostata. Conta l’insieme della dieta: tanta verdura, legumi e cereali integrali, e poca carne rossa e lavorata.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) – Tumore della prostata: disturbi, cause e cura
  2. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) – Ipertrofia prostatica: disturbi, cause e cura
  3. Fondazione Umberto Veronesi – L’ingrossamento della prostata si può curare anche con la dieta?
  4. Humanitas – Enciclopedia: Licopene

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