Biotina: controindicazioni, effetti collaterali ed esami del sangue

La biotina è ben tollerata, ma a dosi alte può falsare esami come TSH, FT4 e troponina. Effetti collaterali, chi deve fare attenzione e cosa fare prima di un prelievo.

Tre provette con il tappo azzurro in un portaprovette di vetro, una cartellina bianca e uno stetoscopio verde su una scrivania di legno chiaro
In breve

La biotina è in genere ben tollerata e non ha un limite massimo di assunzione stabilito. Il rischio vero è un altro: alle dosi degli integratori può falsare alcuni esami del sangue, come TSH, FT4, troponina e diversi esami ormonali, con risultati falsamente alti o bassi. Prima di ogni prelievo, avvisa il medico o il laboratorio che la prendi.

La biotina ha effetti collaterali?

Pochi. La biotina è una vitamina idrosolubile: quella che il corpo non usa viene eliminata con le urine. Né le autorità europee né i LARN della SINU hanno fissato un livello massimo tollerabile di assunzione: i dati disponibili non lo consentono e negli studi non sono emersi effetti tossici, anche a dosi alte.

Gli effetti indesiderati segnalati con gli integratori sono rari e di solito lievi:

  • disturbi di stomaco, come nausea o diarrea, a volte legati più agli altri ingredienti che alla biotina;
  • comparsa di brufoli: esistono segnalazioni e casi descritti, ma non studi che dimostrino un rapporto di causa;
  • reazioni allergiche, come prurito o orticaria, di solito verso eccipienti o altri componenti del prodotto.

Se compare un disturbo dopo aver iniziato un integratore, sospendilo e parlane con il medico o il farmacista.

Perché la biotina può falsare gli esami del sangue?

Molti esami di laboratorio, i cosiddetti immunodosaggi, usano la coppia biotina-streptavidina per «agganciare» la sostanza da misurare. Se nel sangue c’è molta biotina libera, perché la persona prende un integratore ad alto dosaggio, questa occupa i punti di aggancio e disturba la misura.

Il risultato può essere falsamente alto o falsamente basso, a seconda di come è costruito il test. Il referto sembra normale e non c’è modo di accorgersi dell’errore guardandolo: per questo è il laboratorio a dover sapere che prendi biotina.

Nel 2019 il Comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea dei medicinali (PRAC) ha chiesto di inserire questo avvertimento nei foglietti illustrativi dei medicinali con biotina, ricordando che anche multivitaminici e integratori per capelli, pelle e unghie possono contenerne. Negli Stati Uniti la FDA continua a ricevere segnalazioni di valori di troponina, l’esame usato per riconoscere un infarto, risultati falsamente bassi a causa della biotina.

Quali esami possono essere alterati dalla biotina?

Dipende dal metodo usato dal singolo laboratorio, ma tra gli esami più spesso coinvolti ci sono:

  • esami della tiroide: TSH, FT4 e FT3. L’errore tipico fa sembrare la tiroide iperattiva in chi sta bene, fino a simulare un morbo di Basedow-Graves;
  • troponina, l’esame che si fa in pronto soccorso quando si sospetta un infarto: un valore falsamente basso può far perdere una diagnosi;
  • beta-hCG, l’ormone del test di gravidanza fatto in laboratorio;
  • paratormone (PTH), cortisolo e vitamina D;
  • ormoni sessuali come FSH, LH, estradiolo, progesterone e testosterone, che si dosano spesso proprio quando si indaga una caduta di capelli o un ciclo irregolare.

In uno studio pubblicato su *JAMA* nel 2017, volontari sani che avevano preso 10 mg di biotina al giorno per una settimana hanno avuto risultati alterati in diversi esami ormonali, mentre altri test non sono cambiati. Non tutti i laboratori usano metodi sensibili alla biotina: è un motivo in più per chiedere.

Da quale dose la biotina disturba gli esami?

Il rischio cresce con la dose. La biotina che arriva dagli alimenti, qualche decina di microgrammi al giorno, non crea problemi. Le interferenze sono documentate soprattutto con integratori da 1 mg (1.000 µg) in su, dosi molto comuni nei prodotti per capelli, pelle e unghie, che spesso ne contengono 5 o 10 mg.

Per i medicinali da prendere per bocca l’EMA chiede l’avvertenza già da 150 µg di biotina per dose. Sempre secondo l’EMA, il rischio di interferenza aumenta con la dose ed è maggiore nei bambini e nelle persone con insufficienza renale.

Cosa fare prima di un prelievo se prendi biotina?

  • Non decidere da sola o da solo. Per gli esami della tiroide la letteratura suggerisce spesso una pausa di almeno 48–72 ore, ma con dosi molto alte o con alcuni test può servire più tempo.
  • In pronto soccorso o prima di esami cardiologici, ricordati di dire che prendi biotina: è il caso in cui un risultato sbagliato pesa di più.
  • Se i risultati non tornano con come ti senti, chiedi al medico se la biotina può averli influenzati: a volte basta ripetere l’esame dopo una pausa.

Chi non deve assumere la biotina?

Una vera controindicazione c’è solo in caso di allergia alla biotina o a un altro componente del prodotto. Ci sono però situazioni in cui conviene chiedere prima al medico o al farmacista:

  • gravidanza e allattamento: il fabbisogno resta basso, 40–45 µg al giorno, e le dosi alte non portano vantaggi noti;
  • insufficienza renale: secondo l’EMA il rischio di interferenze con gli esami è maggiore;
  • terapia con antiepilettici come carbamazepina, fenitoina, fenobarbital o primidone, che possono abbassare i livelli di biotina: il medico valuterà se serve un controllo;
  • esami del sangue in programma o malattie che richiedono controlli frequenti, come i disturbi della tiroide;
  • bambini e ragazzi: gli integratori per capelli e unghie sono pensati per gli adulti.

Si può prendere troppa biotina?

Non sono noti effetti tossici, ma questo non significa che più biotina sia meglio. Chi mangia in modo vario ne assume già quanto basta e una dose maggiore non dà un effetto maggiore su capelli o pelle. Aumenta invece la probabilità di falsare gli esami.

Attenzione anche a sommare più prodotti: multivitaminico, integratore per capelli e magari una bevanda «beauty» possono contenere tutti biotina. Leggi le etichette e non superare la dose giornaliera indicata. Per capire quanta ne serve davvero, leggi Biotina (vitamina B7): cos’è e a cosa serve.

Domande frequenti

La biotina fa male al cuore?

Non ci sono prove che danneggi il cuore. Il problema è un altro: la biotina può falsare l’esame della troponina, usato per riconoscere un infarto. Se arrivi in pronto soccorso con dolore al petto, di’ subito che prendi biotina.

La biotina fa male al fegato o ai reni?

Non sono noti danni al fegato o ai reni nelle persone sane. Chi ha una malattia dei reni o del fegato deve però chiedere al medico prima di prendere qualsiasi integratore; con l’insufficienza renale, inoltre, il rischio di esami falsati dalla biotina è maggiore.

La biotina fa ingrassare?

No. La biotina non apporta calorie e non c’è alcun motivo per cui debba far aumentare di peso. Alcuni integratori in caramelle gommose contengono zucchero, ma in quantità piccole.

La biotina altera gli esami della tiroide anche se non ho problemi di tiroide?

Sì. L’interferenza dipende dal test, non dalla tua tiroide: anche in chi sta benissimo i valori di TSH e FT4 possono risultare sbagliati e suggerire una malattia che non c’è. Per questo va sempre detto al laboratorio.

Fonti

  1. EMA, PRAC – Biotina: interferenza con gli esami clinici di laboratorio (EPITT n. 19156), gennaio 2019
  2. FDA – Biotin interference with troponin lab tests
  3. Li D et al. – Association of biotin ingestion with performance of hormone and nonhormone assays in healthy adults. JAMA (2017)
  4. latiroide.it – Biotina e alterazione dei dosaggi
  5. EFSA NDA Panel – Scientific Opinion on Dietary Reference Values for biotin (2014)
  6. SINU – LARN V revisione, tabelle riassuntive

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